dic 13 2010

Collegato Lavoro: “Nota sul sistema delle decadenze e disposizioni in materia di contratto di lavoro a tempo determinato (art. 32 legge 183/2010) dei settori pubblici

Tag:gianni @ 17:09

 
13/12/2010  | Settori pubblici Condividi su:    Riportiamo di seguito una nota, definita di intesa, con le categorie della FP e della FLC e i dipartimenti confederali Politiche del Lavoro e Giuridico relativa all’applicazione nei settori pubblici e privati afferenti alle categorie del lavoro pubblico e della conoscenza sull’art. 32 del Collegato Lavoro.

Il 23 gennaio 2011 scadono i termini temporali illegittimamente posti dal Collegato Lavoro per impugnare i licenziamenti individuali contro legge già intervenuti; i contratti a tempo determinato e di somministrazione già conclusi alla data di entrata in vigore della legge 183/2010 (24 novembre 2010). Per i contratti a termine, invece, non ancora scaduti, i 60 giorni previsti dalla legge decorreranno dalla data di loro scadenza; dal mese di gennaio ciò riguarderà anche tutti i collaboratori.

Il taglio del 50% delle spese sostenute nell’anno 2009 dalle Amministrazioni centrali e le norme di contenimento della spesa per i lavoratori non a tempo indeterminato nei settori degli enti locali, delle regioni e della sanità, nonché i tagli relativi al sistema dell’istruzione, determineranno dal 2011 moltissimi licenziamenti o mancati rinnovi dei contratti nel frattempo scaduti. Occorre che i lavoratori precari non siano lasciati soli nella loro decisione o nel loro dramma. Tutti i lavoratori precari debbono essere informati delle nuove procedure. Occorre assumere tutte le necessarie iniziative  vertenziali perché alla scadenza, o al mancato rinnovo si possa ricorrere in giudizio nei tempi previsti dalle nuove norme di legge.

Le impugnazioni in tutti i settori pubblici delle Amministrazioni dovranno riguardare sia i contratti scaduti e la cui durata complessiva sia stata superiore ai 3 anni previsti dal d.lgs. 368/2001; sia la stessa legittimità dell’apposizione del termine, soprattutto laddove i lavoratori a tempo determinato siano stati adibiti a funzioni relative ai servizi propri delle amministrazioni; sia in ogni altro caso (quale ad esempio il licenziamento o la conclusione del rapporto di lavoro o della collaborazione senza atti formali o precedentemente alla scadenza).

Nei settori pubblici, in costanza dell’art.97/Cost. ed in assenza dello svolgimento e della positiva conclusione di procedure concorsuali, o in assenza di specifiche disposizioni contrattuali che definiscono la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato, oggetto dell’impugnazione sarà la richiesta di risarcimento economico con le modalità definite dal comma 5 dell’art. 32 della Legge 183/10.

Per i settori privati “gestiti” dalle categorie FP e FLC invece l’oggetto dell’impugnativa deve essere anche la trasformazione del contratto in uno a tempo indeterminato, oltre che il risarcimento monetario nei termini previsti.

Per quanto riguarda i contratti di collaborazione coordinata e continuativa, attualmente esistenti solo nel lavoro pubblico, la vertenzialità va accompagnata da una iniziativa di carattere nazionale rivolta al Parlamento perché l’esistenza solo nei settori pubblici di questa fattispecie non sia fonte di disuguaglianze e di mancanza di garanzie sotto il profilo economico (ad es. indennità una tantum valida per i collaboratori a progetto) e della prestazione, in relazione al servizio.


dic 02 2010

coop sociali: sindacati, il 3 dicembre manifestazione nazionale per rinnovo contratto

Tag:gianni @ 18:55

 

Coop sociali: sindacati, il 3 dicembre manifestazione nazionale per rinnovo contratto 
 
02/12/2010 Condividi su:    Un crescendo di iniziative in tutti i posti di lavoro che sfocerà il 3 dicembre in una giornata di mobilitazione nazionale con 21 manifestazioni contemporanee, una per ogni capoluogo di regione. E’ quanto deciso oggi dall’assemblea unitaria dei delegati di FP CGIL, CISL FP, FISASCAT CISL e UIL FPL del comparto cooperative sociali.
“Forzati dal silenzio assordante delle associazioni di categoria e delle istituzioni”, spiegano in una nota, “i sindacati alzano l’intensità dell’agitazione” nell’ambito di una vertenza che conta un ritardo di 17 mesi nel rinnovo del contratto per gli oltre 250mila operatori delle cooperative impegnate nei servizi di assistenza socio sanitaria, assistenziale ed educativa.
Dopo la rottura della trattativa, su una proposta giudicata “irricevibile e offensiva” che prevedeva 38 euro di aumento medio per tre anni, le orgenizzazioni sindacali, spiega la nota “cercano di far breccia nel muro alzato dalle tre centrali cooperative Federsolidarietà, Legacoop sociali e AGCI”.
Le iniziative di mobilitazione mirano all’attivazione del confronto regionale e locale con i presidenti e gli assessori regionali, i rappresentanti dei Comuni e delle Provincie, ma ribadiscono anche la richiesta al ministro del Welfare, alla Conferenza Stato-Regioni, ad ANCI e UPI di un tavolo istituzionale sul terzo settore per discutere i tanti problemi aperti: dai tagli ai trasferimenti di risorse pubbliche; alle ricadute sui livelli occupazionali e sui servizi al cittadino.
“Si tratta -, hanno sottolineato i 300 delegati sindacali riuniti oggi a Roma -, di lavoratori con stipendi medi di circa 900 euro lorde al mese, che operano spesso in condizioni di precarietà nonostante l’alta qualificazione professionale”.

nov 16 2010

Finanziaria: Camusso, necessario cominciare a tassare rendite finanziarie

Tag:gianni @ 18:24

 

Finanziaria: Camusso, necessario cominciare a tassare rendite finanziarie 
Crisi politica, Finanziaria, ma anche la vicenda FIAT, questi i temi affrontati dal Segretario Generale della CGIL in una intervista a Repubblica Tv. Camusso afferma che: “serve un’agenda politica che si occupi di crescita, occupazione, di ridare un po’ di fisco a lavoratori e pensionati”
» Guarda la video intervista 
 16/11/2010 Condividi su:    Susanna Camusso, il neo Segretarario Generale del più grande sindacato italiano intervenendo ieri (15 novembre) in diretta a  Repubblica Tv ha parlato con molta tranquillità di politica e delle questioni interne al sindacato. Camusso non trucca le parole quando dice che se non c’è un Governo capace di rispondere alle urgenze dei lavoratori, è meglio andare al voto, perchè se c’è una cosa che il centrodestra è riuscito a fare, in questo Paese, è dividerlo. E parlando della FIAT ha affermato che la competitività dell’azienda non dipende certo dalle pause degli operai.
La crisi politica è conclamata, quale pensa debba essere la soluzione per uscirne?
«Temo una stagione di colpi di coda e di veleni. È un momento rischioso, che richiede molta vigilanza per come chi governa potrebbe decidere di rimanere al suo posto. Serve un’agenda politica che si occupi di crescita, occupazione, di ridare un po’ di fisco a lavoratori e pensionati. Ma se si fa un governo come quello che abbiamo avuto è meglio che se ne vadano e che si voti»
La priorità ora è portare a casa la legge Finanziaria, lì dentro c’è qualcosa per i lavoratori?
«Le uniche due cose utili alla crescita, gli eco-bonus e il finanziamento della ricerca, sono state cancellate. Dicono che non ci sono fondi, ma si potrebbe cominciare a tassare le rendite finanziarie stabilendo una soglia a partire dalla quale si mette la patrimoniale. Siamo un Paese che ha 125 miliardi di euro di sommerso e 60 miliardi di corruzione. Bisogna cominciare da lì. Ripristinare il reato di falso in bilancio, e fare delle leggi per l’emersione del lavoro nero. Questo governo è riuscito solo a dividere: Nord da Sud, uomini da donne, italiani da migranti, anziani da giovani».
In questi mesi è nata una sorta di dottrina Marchionne. Come giudica la linea dell’ad di FIAT?
«Il primo problema in questa storia è che il governo non ha l’autorevolezza per chiamare delle imprese a delle responsabilità. Quanto a Marchionne, dovrebbe spiegarci qual è il suo piano industriale. Non si può pensare che la competitività di una grande impresa si risolva facendo lavorare di più gli operai. E che non ci sia invece un problema di modelli, e di modalità di produzione. Se i lavoratori rinunciano alle pause la FIAT guadagna dieci punti di mercato?».
Il caso FIAT ha drammatizzato lo scontro tra i sindacati. La CGIL è fatta di signor no?
«Abbiamo firmato cinquantacinque contratti nazionali di lavoro. Non ne abbiamo firmati tre. In realtà c’è un punto su cui la CGIL ha detto no e deve continuare a farlo: il fatto che i contratti diventino delle cose da cui derogare. C’è però un onere di proposta sul quale vedo difficoltà da parte della FIOM. Dai tavoli si va via se ci sono delle ragioni di merito, non per principio. Il rischio a quel punto è che altri decidano per noi».
Una donna alla guida della CGIL, un’altra a Confindustria. Cosa significa?
«È un elemento di innovazione per un Paese che deve fare i conti con il fatto che le donne non sono né merce né oggetto».
 
 

nov 08 2010

NUCLEARE:CGIL una scelta sbagliata

Tag:gianni @ 12:52

 

Nucleare: CGIL, una scelta sbagliata 
Bisogna pensare ad un nuovo modello di sviluppo basato sulla ‘green economy’. Questi i temi ribaditi a Rimini dal sindacato durante il convegno ‘L’energia rinnovabile allunga la vita’ nell’ambito della mobilitazione nazionale ‘100 Piazza per il Clima. In marcia per le energie pulite e sicure’
» Video su CGILtv
» Firmiamo per lo ‘Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima’
» Video su CGILtv 
 07/11/2010 Condividi su:    Una scelta sbagliata, costosa e che espone tutti a dei pericoli, purtroppo, già noti. E’ questo, in sintesi, il giudizio che il Segretario Confederale della CGIL, Enrico Panini, dà all’uso delle centrali nucleari durante il suo intervento al convegno ‘L’energia rinnovabile allunga la vita’. Un confronto pubblico organizzato dalla Camera del Lavoro di Rimini, nell’ambito della mobilitazione nazionale ‘100 Piazza per il Clima. In marcia per le energie pulite e sicure’.
Secondo Panini oggi ci troviamo di fronte ad un governo che non esprime una vera politica energetica e che opera scelte “che vanno verso una direzione sbagliata”, come la cancellazione, nella legge finanziaria, di tutte le risorse e gli interventi di risparmio energetico, “che potrebbero invece incentivare l’efficienza energetica e lo sviluppo delle fonti rinnovabili”. Inoltre, aggiunge il dirigente sindacale, il governo fa sapere che dal 2011, si potrà iniziare a presentare domanda per la definizione di insediamenti volti all’utilizzo dell’energia nucleare. Una decisone presa senza che siano stati definiti i siti adatti e le aree di stoccaggio delle scorie  e senza che sia stata costituita una agenzia per la sicurezza nucleare, nonostante ne sia stato nominato da poco presidente il Professor Veronesi, una figura di chiara fama, “ma che rispetto alle politiche energetiche del nostro paese poco ha da dire”.
Lo sviluppo di una ‘Green Economy’, ha spiegato il Segretario Confederale della CGIL, porterebbe al nostro paese “non meno di 150mila posti di lavoro”, contro i 10mila del nucleare. “Bisogna fare il punto – ha aggiunto Panini – su un modello di sviluppo diverso da quello oggi dominante”. E’ necessario, ha concluso il sindacalista, un profondo cambiamento culturale che riveda i modelli produttivi per aumentarne l’efficienza e ridurre l’impatto in termini di risorse consumate.
Un giudizio ampiamente condiviso anche da Mario Tozzi, geologo e giornalista di Rai3, che nel prendere la parola al convegno, ha spiegato come la scelta nucleare non possa essere considerata vantaggiosa, se non per grandi gruppi di investimento, mentre le fonti rinnovabili di energia potrebbero incidere positivamente sulla vita di tutti noi, abbattendo, ad esempio, i costi energetici delle abitazioni fino al 50%.
Nell’intervenire a conclusione del dibattito, Alfiero Grandi, Presidente del Comitato Nazioanle ‘Si all’energia rinnovabile. No al nucleare’, ha voluto ribadire l’importanza della proposta di legge di iniziativa popolare “Sviluppo dell’efficienza energetica e delle fonti rinnovabili per la salvaguardia del clima”. Un’iniziativa sostenuta dalla CGIL e più volte ricordata, durante il dibattito, da Enrico Panini, che ha sottolineato l’importanza ‘politica’  del superamento della soglia delle 50mila firme raccolte, proprio come avvenuto per la proposta di legge in difesa dell’acqua come bene pubblico con oltre un milione di firme.
 
 

nov 03 2010

SUSANA CAMUSSO PRIMA DONNA AD ESSERE ELETTA SEGRETARIO GENERALE CGIL(AUGURI DA TUTTA LA CGIL VERCELLI VALSESIA)

Tag:gianni @ 15:17

 

Susanna Camusso, in oltre 100 anni di storia la prima donna alla guida della CGIL
Con il 79,1% di preferenze, il Comitato Direttivo della CGIL, riunitosi oggi, ha eletto la nuova Segretaria Generale della CGIL. Domani al Teatro Quirino cerimonia per salutare Guglielmo Epifani e dare il benvenuto alla nuova leader della CGIL, Susanna Camusso 
Susanna Camusso è la nuova leader della CGIL. Il Comitato Direttivo Nazionale ha eletto quest’oggi il nuovo Segretario Generale e, per la prima volta nella storia centenaria del movimento sindacale confederale italiano, a ricoprire questo incarico sarà una donna.
Con 125 voti a favore, 21 contrari, 12 astenuti, 0 schede nulle, per un totale di 158 votanti su 162 aventi diritto, il Comitato Direttivo della CGIL, riunitosi questa mattina al centro congressi di via dei Frentani a Roma, ha sancito, attraverso l’elezione a scrutinio segreto, che a succedere a Guglielmo Epifani sarà Susanna Camusso.
Un lungo percorso sindacale, quello intrapreso dalla neo Segretaria Generale della CGIL. Sindacalista dal 1975, per anni ha diretto la FIOM, il sindacato dei metalmeccanici della CGIL, prima a livello territoriale e poi a livello nazionale, occupandosi del settore automobilistico e di quello siderurgico. Alla fine degli anni ’90 cambia categoria e diventa leader regionale dei lavoratori del settore agroalimentare della CGIL (FLAI). Nel novembre del 2005 dà vita, insieme ad un gruppo di altre donne, al movimento ‘Usciamo dal silenzio’ che organizza a Milano la manifestazione del 14 gennaio 2006. Il passaggio nella Segreteria Confederale di Corso d’Italia avviene nel giugno 2008. Due anni più tardi, dopo il Congresso nazionale della CGIL (maggio 2010), diventa Vice Segretaria Generale della CGIL, fino ad oggi, momento in cui è stata eletta leader del sindacato di Corso d’Italia.
Il primo grande appuntamento per la dirigente sindacale sarà il 27 novembre, giorno in cui il Direttivo CGIL del 16 e 17 settembre ha deciso una grande manifestazione nazionale a Roma con comizio conclusivo di Camusso in Piazza San Giovanni.
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